I CAM negli appalti pubblici stanno diventando uno degli strumenti più importanti per guidare la transizione ecologica della Pubblica Amministrazione italiana. Con il nuovo Codice degli Appalti e l’evoluzione delle politiche ESG, enti pubblici e imprese sono chiamati ad adeguarsi a requisiti ambientali sempre più stringenti.
Ma cosa cambia davvero nel 2026? Quali sono gli obblighi concreti per le stazioni appaltanti? E come possono le aziende prepararsi per partecipare alle gare pubbliche in modo competitivo?
In questa guida analizziamo cosa sono i CAM, perché sono diventati centrali negli appalti pubblici e quali impatti avranno su enti e imprese.
I CAM (Criteri Ambientali Minimi) sono requisiti ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente per favorire acquisti sostenibili da parte della Pubblica Amministrazione.
L’obiettivo è integrare criteri ecologici nelle procedure di gara pubblica, riducendo l’impatto ambientale di prodotti, servizi e lavori lungo l’intero ciclo di vita.
I CAM rappresentano uno degli strumenti principali del Green Public Procurement (GPP), il modello europeo di acquisti verdi adottato anche in Italia.
Con il nuovo Codice dei Contratti Pubblici, l’applicazione dei CAM è diventata sempre più centrale nelle procedure di affidamento.
Le stazioni appaltanti devono infatti:
inserire criteri ambientali nelle gare pubbliche;
valutare sostenibilità e impatto ambientale;
promuovere economia circolare ed efficienza energetica;
favorire soluzioni ESG compliant.
L’obiettivo è trasformare gli appalti pubblici in uno strumento concreto di transizione ecologica.
I CAM si applicano oggi a numerosi ambiti della Pubblica Amministrazione, tra cui:
edilizia e costruzioni;
servizi energetici;
illuminazione pubblica;
arredi e forniture;
ristorazione collettiva;
gestione rifiuti;
servizi ICT;
tessile e cancelleria;
manutenzione del verde pubblico.
Nel 2026 è previsto un ulteriore ampliamento dei settori coinvolti e un rafforzamento dei controlli sulla conformità ambientale.
Per gli enti pubblici, i CAM non rappresentano più soltanto una buona pratica, ma un requisito operativo da integrare nei processi di procurement.
Le amministrazioni devono:
aggiornare capitolati e bandi;
introdurre criteri di valutazione ambientale;
verificare documentazione e certificazioni;
monitorare il rispetto dei requisiti durante l’esecuzione del contratto.
Questo comporta nuove esigenze organizzative e competenze specifiche nella gestione degli appalti sostenibili.
Anche le imprese devono adeguarsi rapidamente ai nuovi requisiti ambientali.
Per partecipare alle gare pubbliche sarà sempre più importante:
dimostrare conformità ai CAM;
possedere certificazioni ambientali;
adottare processi sostenibili;
monitorare consumi ed emissioni;
integrare criteri ESG nella governance aziendale.
Le aziende che investono oggi in sostenibilità potranno ottenere un vantaggio competitivo significativo nelle procedure di gara.
L’evoluzione normativa sta creando una connessione diretta tra CAM, sostenibilità ed ESG.
Le Pubbliche Amministrazioni sono sempre più orientate a selezionare partner in grado di garantire:
riduzione dell’impatto ambientale;
trasparenza della filiera;
economia circolare;
efficienza energetica;
responsabilità sociale.
Per questo motivo, i CAM stanno diventando un elemento strategico non solo per la compliance normativa, ma anche per il posizionamento competitivo delle imprese.
Molte organizzazioni incontrano ancora difficoltà nell’applicazione dei CAM.
Tra le principali criticità:
scarsa conoscenza normativa;
capitolati non aggiornati;
difficoltà nella raccolta documentale;
mancanza di indicatori ESG;
complessità nella verifica dei requisiti ambientali.
Per evitare errori e rischi di esclusione dalle gare, diventa fondamentale adottare strumenti digitali e processi strutturati di gestione della sostenibilità.
Per affrontare correttamente i nuovi requisiti, enti e imprese dovrebbero:
analizzare i CAM applicabili al proprio settore;
aggiornare procedure e documentazione;
monitorare KPI ambientali;
formare il personale coinvolto negli appalti;
adottare piattaforme di gestione ESG e compliance.
La digitalizzazione dei processi sarà uno dei fattori chiave per garantire conformità ed efficienza operativa.
L’introduzione dei CAM si inserisce in un percorso più ampio di innovazione della Pubblica Amministrazione.
La combinazione tra procurement digitale, sostenibilità ed ESG permetterà di:
migliorare trasparenza e controllo;
ridurre rischi normativi;
ottimizzare la gestione documentale;
semplificare le verifiche di conformità;
accelerare i processi decisionali.
Le organizzazioni che sapranno integrare sostenibilità e tecnologia saranno quelle maggiormente competitive nei prossimi anni.
I CAM negli appalti pubblici rappresentano ormai un elemento centrale delle politiche di sostenibilità della Pubblica Amministrazione italiana.
Per enti pubblici e imprese non si tratta più di un adeguamento opzionale, ma di una trasformazione strutturale destinata a incidere su processi, governance e competitività.
Prepararsi oggi significa non solo evitare rischi normativi, ma anche cogliere nuove opportunità in un mercato sempre più orientato a sostenibilità, ESG e innovazione.