Ad agosto 2026 la Convenzione Consip SIE4, il Servizio Integrato Energia giunto alla quarta edizione, si è chiusa. I contratti già attivati proseguono fino alla loro scadenza, ma chi deve affidare oggi la gestione degli impianti termici ed elettrici dei propri edifici trova uno strumento diverso: l’Accordo Quadro Servizio Integrato Energia per le Pubbliche Amministrazioni Locali, l’AQ SIE PAL (ID 2849). Consip lo ha pubblicato a marzo 2026 con un valore di oltre 1,4 miliardi di euro, diviso in 10 lotti territoriali; Toscana e Umbria formano il lotto 5.
Non è solo un cambio di nome. Per la prima volta il Servizio Integrato Energia è un accordo quadro con più aggiudicatari, i servizi sono modulari, la durata del contratto si sceglie tra 3 e 6 anni e la proroga di due anni dipende dai risultati effettivamente raggiunti. Resta invece la parola che genera più equivoci: «canone».
Un aggancio di attualità aiuta a chiarire il punto. Il 14 ottobre 2026 la stampa di settore ha dato notizia dell’avvio della nuova Convenzione Consip Gas Naturale, con il lotto del Veneto aggiudicato a Magis Energia. Nella convenzione gas l’ente compra una commodity, misurata in metri cubi e prezzata rispetto a un indice; nell’AQ SIE PAL compra un servizio, misurato in condizioni di comfort e risultati energetici e remunerato a canone. Sono logiche diverse, e applicare la prima alla seconda porta a conclusioni sbagliate.
I luoghi comuni sono due. Il primo vuole il canone come una cifra fissa che mette l’ente al riparo da ogni sorpresa; il secondo lo giudica solo confrontandolo con la vecchia bolletta del combustibile. Entrambi trascurano che il canone è fatto di componenti distinte, poggia su una consistenza impiantistica documentata e si aggiorna secondo regole contrattuali precise.
La domanda giusta, quindi, non è «quanto costa rispetto a prima», ma «che cosa remunera esattamente il canone, da quali parametri dipende e con quali documenti posso verificare che corrisponda al servizio reso». Il resto dell’articolo segue questa impostazione.
Nella logica del servizio energia l’ente non acquista calore o gas, ma un risultato: ambienti riscaldati, e dove previsto raffrescati, entro condizioni prestabilite, con impianti condotti, manutenuti e a norma. L’AQ SIE PAL organizza questo risultato in moduli. Il Servizio Energia (A) riguarda la climatizzazione invernale con la fornitura del vettore termico; il Servizio Energetico Elettrico (B) estende la gestione alla climatizzazione estiva, agli impianti elettrici e speciali e agli impianti da fonte rinnovabile, con la fornitura di energia elettrica; i Servizi Tecnologici (C) coprono la sola gestione e manutenzione di questi impianti.
Nell’AQ SIE PAL, per ciascun servizio, il canone si compone di tre parti: una componente energia (E), una componente di gestione e manutenzione (M) e una componente di investimento per la riqualificazione (I). Nel canone rientrano anche l’Energy Management, con diagnosi, certificazioni e telecontrollo, e il Governo del servizio, con sistema informativo, call center e anagrafica tecnica. Fuori canone restano le prestazioni extra, come la manutenzione straordinaria oltre la quota compresa, da contabilizzare a parte.
La differenza più rilevante rispetto al passato riguarda l’efficienza. Nel modello tradizionale ridurre i consumi favoriva soprattutto il fornitore, perché il canone non seguiva i metri cubi bruciati. Nell’AQ SIE PAL il fornitore si impegna su obiettivi di risparmio termico ed elettrico e su una quota minima di energia da fonti rinnovabili, misurati rispetto a una baseline costruita con il Check Energetico; il mancato risparmio e il mancato rispetto della quota rinnovabile sono indicatori di prestazione soggetti a penale. Il D.Lgs. 102/2014, nell’allegato sugli elementi minimi dei contratti di rendimento energetico, chiede proprio questo: risultati chiari e modalità di misura e verifica.
Ne discende il confronto corretto. Un piccolo Comune con scuola, municipio e palestra serviti da tre caldaie tende a mettere il canone accanto alla vecchia bolletta del gas. Il paragone va fatto invece con la somma di combustibile, manutenzione ordinaria, conduzione, interventi d’urgenza e responsabilità del terzo responsabile che l’ente sosteneva prima. Senza questa ricostruzione il giudizio sul canone resta impressionistico.
L’adesione all’AQ SIE PAL segue un percorso preciso. L’ente invia la Richiesta Preliminare di Fornitura al fornitore del proprio lotto; segue un Audit Preliminare con sopralluoghi, in cui l’ente consegna la documentazione disponibile, a partire da attestati di prestazione energetica e diagnosi; il fornitore svolge il Check Energetico, verifica contatori, POD e PDR e raccoglie i consumi degli ultimi tre anni. Da qui nasce il Piano Tecnico Economico (PTE), che il fornitore consegna entro 90 giorni e l’ente ha 30 giorni per approvare o commentare. Solo dopo l’approvazione si emette l’Ordinativo e si firma il verbale di presa in consegna.
Il PTE è il documento che fissa il perimetro: edifici, centrali, potenze, volumetrie, impianti elettrici e rinnovabili compresi, interventi di riqualificazione e di adeguamento normativo. È anche il momento in cui l’ente ha più potere di controllo. Un edificio dismesso rimasto in elenco o un’ala nuova dimenticata, se passano nel PTE, si riflettono sul canone per tutta la durata del contratto.
La consistenza, poi, cambia: edifici ceduti, ristrutturati, ampliati, impianti sostituiti con gli interventi previsti. Il PTE si aggiorna durante il contratto, e un nuovo PTE applica i prezzi vigenti alla sua data. Per un ente grande, un capoluogo con decine di edifici, questo è un tema di organizzazione: serve un referente interno che tenga l’anagrafica e dialoghi con il fornitore per iscritto. Per un ente piccolo il problema è opposto, la scarsità di personale tecnico, e senza un riferimento stabile le variazioni finiscono per essere accettate senza verifica.
Il canone non è immutabile perché alcuni dei parametri su cui si fonda cambiano per natura. La componente energia risente dei prezzi dell’energia e del clima: la normativa italiana misura il fabbisogno di riscaldamento in gradi giorno, richiamati dal D.P.R. 412/1993, e un inverno più rigido o più mite di quello di riferimento pesa sul servizio reso. La componente di gestione e manutenzione segue a sua volta le regole di revisione dei prezzi. L’AQ SIE PAL prevede meccanismi di revisione distinti per la componente energia e per quella di gestione e manutenzione: sono quelli da conoscere prima di leggere una fattura.
A questi si aggiungono le variazioni di consistenza, già viste, le prestazioni extra-canone e le detrazioni previste dal contratto, per esempio per il personale dell’ente messo a disposizione del servizio o per le penali sui livelli di servizio. Un conguaglio, quindi, non è di per sé un errore. Lo diventa quando non arriva con un prospetto che indichi il parametro che lo ha generato, il valore di riferimento, il valore rilevato e il calcolo applicato. Un ente che riceve un conguaglio senza questi elementi ha titolo a chiedere chiarimenti prima di accettarlo.
C’è infine un elemento nuovo dell’AQ SIE PAL che rende il controllo ancora più utile: la proroga di due anni del contratto non è automatica, ma dipende dalla verifica dei livelli di servizio, cioè risparmio energetico, quota di rinnovabili, comfort e qualità dell’aria, tempi di intervento. Un ente che tiene traccia dei risultati nel corso del contratto arriva a quella decisione con i dati in mano.
Con l’AQ SIE PAL, un Comune piccolo ha di norma pochi edifici e un patrimonio stabile; il rischio principale è la scarsa capacità di verifica. Il controllo utile consiste nel confrontare l’elenco degli edifici del PTE con quelli effettivamente in uso e nel conservare i verbali delle visite di manutenzione. Può valere la pena scegliere il contratto breve, di 3 anni, se il patrimonio è in trasformazione. Un Comune grande deve invece governare molti punti di fornitura e molti interventi: il controllo è prima di tutto un problema di dati, e richiede un archivio unico di anagrafica, letture, stato degli impianti e comunicazioni con il fornitore, coerente con l’anagrafica tecnica che il fornitore stesso deve mantenere.
Le aziende sanitarie hanno uno strumento dedicato, l’Accordo Quadro Multiservizio Integrato Energia per la Sanità, perché ospedali e presidi richiedono continuità di servizio, condizioni ambientali specifiche e impianti più complessi. La logica del canone e dei controlli, però, è la stessa: una misura di comfort adeguata a un ufficio non lo è per un reparto di degenza, e il canone va letto insieme ai requisiti di ogni struttura.
Una società partecipata che gestisce edifici per conto di un ente, quando rientra tra i soggetti che possono aderire, si trova su due livelli: il rapporto con il fornitore e quello con l’ente proprietario, a cui deve rendere conto del canone. Chiarire subito chi paga e chi controlla evita contestazioni tardive. Una PMI non aderisce agli strumenti Consip, ma nei contratti di servizio energia privati la logica è la stessa, e gli stessi controlli su perimetro, revisione dei prezzi e conguagli restano validi.
In tutti i casi il controllo efficace è un’attività ordinaria e periodica, non un intervento straordinario: riconciliare ogni fattura con il PTE vigente, con i parametri contrattuali e con le evidenze di servizio, annotando scostamenti e richieste di chiarimento.
Con la chiusura del SIE4 ad agosto 2026, lo strumento Consip per affidare il servizio energia degli enti locali è l’AQ SIE PAL: 10 lotti territoriali, servizi modulari, contratti di 3 o 6 anni con proroga di due anni legata ai risultati.
Il canone dell’AQ SIE PAL non è né una tariffa del gas né un forfait immutabile. È il corrispettivo di un servizio, composto da energia, gestione e manutenzione e investimento, definito da un perimetro di impianti e da risultati misurati rispetto a una baseline.
Il confronto utile non è con la vecchia bolletta, ma con il costo complessivo che l’ente sosteneva prima, comprensivo di manutenzione, conduzione e responsabilità.
Il momento decisivo è il Piano Tecnico Economico: è lì che si fissano consistenza, interventi e baseline. Un PTE letto con attenzione evita anni di canone su presupposti sbagliati.
Revisioni e conguagli hanno regole precise e non sono di per sé anomalie; lo diventano quando manca il prospetto di calcolo che ne permette la ricostruzione.
La domanda-guida, per chi ha un contratto SIE4 in corso o valuta l’adesione all’AQ SIE PAL, resta questa: l’ente è in grado di spiegare, voce per voce, perché paga il canone che paga? Se sì, il contratto è governato; se no, il primo passo è ricostruire anagrafica e parametri prima della prossima fattura, o prima di approvare il PTE.
Deateq affianca Comuni ed enti nella lettura del Piano Tecnico Economico e nella verifica periodica di canoni e conguagli, sia sui contratti SIE4 ancora in corso sia nell’adesione all’AQ SIE PAL: per un primo confronto puoi prenotare una call con un nostro specialista.
Consip – AQ Servizio Integrato Energia per le PAL (ID 2849): bando, lotti, documentazione e condizioni di fornitura. https://www.consip.it/bandi/aq-servizio-integrato-energia-per-le-pal-id-2849
Consip – Al via la nuova gara Servizio Integrato Energia per le amministrazioni locali: obiettivi, servizi e durata dei contratti. https://www.consip.it/notizie-e-comunicati/al-via-la-nuova-gara-servizio-integrato-energia-per-le-amministrazioni-locali-del-valore-di-oltre-14-miliardi-di-euro
Gazzetta Ufficiale – D.Lgs. 102/2014: recepimento della direttiva sull’efficienza energetica, con l’allegato sugli elementi minimi dei contratti di rendimento energetico. https://www.gazzettaufficiale.it
ENEA – Efficienza energetica negli edifici pubblici: materiali e linee guida per la gestione energetica del patrimonio delle amministrazioni. https://www.enea.it